
La Federazione provinciale di Messina del MSI-Fiamma Tricolore, domenica 11 Maggio 2008, ricorderà la strage dei fratelli Govoni. Le responsabilità spietate degli assassini sono state accertate l'8 Febbraio 1953. Il nostro più sentito omaggio e ricordo corre alla lapide di quei poveri martiri.
In piena Roma, a due passi dallo stadio Olimpico che quasi l’abbraccia col suo maestoso splendore, é situata “Area 19″, nuova e già mitica occupazione realizzata dai militanti attivisti di Casapound e Fiamma Tricolore.
All’inizio, cio’ che impressiona di piu’ scoprendo questi luoghi é evidentemente il gigantismo. Veramente immensa, questa ex-fermata della metropolitana é stata costruita in occasione dei campionati mondiali di calcio, mai totalmente finita e parzialmente usata solamente per 15 giorni.
Finora triste e nauseante simbolo della malamministrazione statale e dell’incompetenza irresponsabile di una plutocrazia che spreca allegramente i soldi dei cittadini facendo finta di niente, “Area 19″ incarna d’ora innanzi la rivincita di questo piccolo popolo tradito e fregato che osa adesso riappropriarsi del bene dal quale era stato derubato e che é adesso deciso a non lasciarsi piu’ spennare passivamente da speculatori di ogni genere.
Tra l’altro, al di là di questa forte simbolica politica, “Area 19″ offre anche ai militanti romani una struttura culturale di prim’ordine nella quale é già stato organizzato un concerto che ha riunito piu’ di 600 persone e dove cominciano a fiorire i murales che trasformeranno a poco a poco questo ambiente kafkaïano fatto di gallerie interminabili e di tunnels labirintici immersi in una tremula luce elettrica nella sede della creatività e dell’agit-prop identitaria e sociale europea.
La visita a questa nuova rocca forte della ribellione é anche l’occasione di rendere onore, ancora una volta, al dinamismo e all’abnegazione dei militanti romani che, visibilmente mossi da una fiamma sacra che niente o nessuno potrà spegnere, garantiscono una sorveglianza permanente e il rinnovo dei locali.
E quando, nel cuore della notte, si eleva dalle bocche dei camerati riuniti attorno al loro capo il tradizionale grido di battaglia “Eia, eia, alalà” che rimbomba quasi senza fine nel dedalo di cemento, non si puo’ non sentire quel brivido che scende lungo la schiena. Un brivido rapido e violento che assomiglia un po’ alla speranza.
Zentropa
In un momento molto particolare della storia italiana sentiamo la necessità di riunire ed organizzare sul territorio nazionale quelle comunità politiche che da diversi anni vedono nell’esperienza politica e militante di CASAPOUND una forza solida, stabile ed attivissima. Attiva nella promozione di una nuova visione della militanza politica sul territorio e nella promozione di idee e progettualità che hanno riscontrato consensi ed interesse in ogni parte d’Italia.
Da diverso tempo ormai, CASAPOUND ha valicato i confini del territorio romano in cui ha visto la luce. Oggi, di fronte alla maturità di una comunità militante italiana sempre più preparata e attiva, abbandona in maniera ufficiale la sua dimensione territoriale per assumere un carattere ed una struttura nazionale. CASAPOUND nacque come soluzione immediata e tangibile all’emergenza abitativa, ma con dentro il cuore l’Italia intera e CASAPOUND ITALIA vuole, quindi, occuparsi politicamente di ogni aspetto della vita nazionale.
CASAPOUND ITALIA avrà uno statuto di riferimento, una organizzazione territoriale e un tesseramento nazionale.
CASAPOUND ITALIA non è un partito politico, ma una associazione che si propone di sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il Fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio.
Progetto e struttura che vogliamo fortemente lontani dalla politica “elettoralistica” che si sveglia un mese prima delle elezioni e si appisola sonnacchiosa il giorno dopo i risultati.
Progetto e struttura che vogliamo vivi e presenti in strada ogni giorno al fianco e alla guida di un popolo disorientato, e mai “al servizio”: perché la politica non è servizio, ma direzione, volontà.
Progetto e struttura che vogliamo impegnati anche all’interno dei partiti politici di riferimento, nell’incessante attività di renderli snelli, agili, puliti e non “al passo coi tempi”, ma in vantaggio netto di quattro o cinque anni rispetto ad essi.
Seguiranno nei prossimi giorni ulteriori notizie ed istruzioni per formalizzare la propria adesione.

Uscita la rivista online del Centro Studi Polaris di questa primavera. Come scaricarla o riceverla

E' uscito il secondo numero della rivista on line del Centro Studi Polaris, Orientamenti & Ricerca.
I temi trattati sono:
Italia: elezioni e conseguenze
Cina: le strategie
Cina: con gli Usa, rivalità o flirt?
La Yalta della droga
Giappone: sintomi di risveglio
Iran: dietro le persiane
Russia: i nodi per Medvedev
Italia: riscopriamo il Mediterraneo?
L'Europa rinasce dai cieli?
L'incognita Tremonti
firme di Gabriele Adinolfi, Francesco Boco, Paolo Caioli, Stefano Cortini, Dario Fabris, Andrea Forti, Daniele Lazzeri, Andrea Righini, Ugo Taietti.
La rivista è scaricabile dal sito www.centrostudipolaris.org sul quale è possibile iscriversi per partecipare al forum . Oppure si può ottenere, con tutto l'altro materiale, sulla propria mail per abbonamento gratuito scrvendo a marte.rea@gmail.com Per collaborazioni: ga@gabrieleadinolfi.it
Ovviamente chi si sia già prenotato in precedenza lo riceverà comunque.

9 maggio 1992 – 9 maggio 2008. A Courbevoie, nella zona parigina che fu di Céline, Walter Spedicato( già dirigente di Terza Posizione) si congedava da noi per continuare ad orientarci, come stella polare, nella nostra ricerca.
Onore a Walter Spedicato
Una relazione dettagliata da parte di un americano che ha studiato il caso del nostro nuovo Sacco & Vanzetti

Ciò che segue è un articolo scritto da un americano, che chiameremo convenzionalmente Broonzy per non svelarne l'identità, sul caso di Carlo Parlanti. Una ricostruzione seria, lucida ed imparziale degli eventi.
La domanda sorge spontanea, davanti a tutto ciò: cosa aspettano i giornali ed i politici italiani a denunciare questa grave violazione dei diritti del nostro concittadino? Come è possibile che davanti ad un tale numero di evidenze nulla trapeli? Perchè nessuno interpella e denuncia l'illecita attività della procura di Ventura quando la stessa legge americana viene violata più volte ed un cittadino italiano si sta lentamente spengendo da innocente dentro un infernale carcere? Perchè tutto ciò non fa notizia?
DI BROONZY
Carlo Parlanti, un cittadino italiano, è al momento immagazzinato in una prigione Californiana condannato per stupro nella contea di Ventura, dal procuratore Gilbert Romero col giudice James T. Cloninger a presiedere una corte di giustizia californiana. La stampa italiana, alcune figure del governo italiano, ed i senza pregiudizio che guardano al caso credono che Carlo Parlanti sia innocente. La stampa ha addirittura detto che è stato rapito dagli Stati Uniti.
Com’è successo tutto questo? Evidenze chiave, schiaccianti sono state fabbricate dalla presunta vittima e manipolate dalla procura. E’ stato inoltre consentito alla presunta vittima di giurare il falso con piena consapevolezza dell’accusa. Ingannata con evidenze false, combinate alla pratica standard di utilizzare esperti sulla Sindrome Della Donna Picchiata (Battered Woman Syndrome o B.W.S., n.d.t.) e testimoni caratteriali, la giuria si è fatta sviare.
Il procuratore ha compiuto questo atto straordinario perché era stato incastrato; stava tenendo in prigione un cittadino straniero che lui stesso aveva fatto estradare dalla Germania , e non aveva ancora valutato le evidenze contro quest’uomo. Sfortunatamente per tutti quanti, le salvaguardie dei governi tedesco ed italiano per prevenire estradizioni illegali hanno fallito. Mentre Carlo Parlanti lotta per sopravvivere in prigione ( viene etichettato come stupratore e poi gettato in pasto alla popolazione generale della prigione dove è brutalmente assalito), il procuratore Romero vede tutte le prove contro l’accusato evaporare proprio mentre cerca di mettere in piedi il suo caso.
Non ha nessun rapporto medico dello stupro (“Med-legal”, n.d.t.), niente DNA, nessun testimone che abbia sentito o visto niente. La settimana in cui la presunta vittima sarebbe stata legata e tenuta prigioniera viene vanificata dalle tracce del suo stesso cellulare che la vedono gironzolare allegramente , mentre cerca un nuovo appartamento e fa colloqui per cercare un lavoro.
Ecco che il procuratore chiede alla presunta vittima altre evidenze, adesso sono passati tre anni dal presunto stupro. Lei produce delle foto che avrebbe fatto nell’appartamento un po’ dopo l’incidente. Due delle foto la mostrano con percosse serie. Le foto delle percosse sono molti anni più vecchie delle altre foto e non vengono dallo stesso rullino cosi come la presunta vittima dichiara; si tratta ovviamente di prove falsificate.
A questo punto la procura avrebbe ancora potuto fare la cosa giusta e ritirare le accuse contro il Parlanti, offrire delle imbarazzanti scuse e forse pagare dei danni. Invece il procuratore Romero oltrepassa quel limite che separa il santo dal peccatore , il virtuoso dal criminale: porta il suo caso in tribunale! Prove falsificate e scena senza crimine
- dopo tre anni la presunta vittima presenta foto dei lividi del presunto assalto. Un investigatore esperto di scene del crimine ne distrugge la validità (vedi http://www.carloparlanti.it/Volant1.jpg e http://www.carloparlanti.it/Volant4.jpg )
- il diario usato per incriminare Parlanti si rileva distribuito 6 mesi dopo le date sulle prime pagine (vedi http://www.carloparlanti.it/diario.JPG)
- la scena del crimine non avvalla le accuse di assalto e stupro: l’investigatore della polizia non crede alla presunta vittima e non sequestra alcuna evidenza (http://www.carloparlanti.it/Incredibileperquisizionedellapolizia.JPG)
Spergiuro sopra spergiuro: la presunta vittima mente ripetutamente sul banco dei testimoni e fuori dall’aula.
- la polizia ed il dottore mettono in discussione le lesioni (vedi http://www.carloparlanti.it/Danni.JPG)
- la presunta vittima mente circa il bere del Parlanti (vedi http://www.carloparlanti.it/Alcool.JPG)
- la presunta vittima si sconfessa negando di conoscere la rivale (vedi http://www.carloparlanti.it/spergiuri.JPG)
-le e-mails della presunta vittima stessa scoprono le sue bugie (vedi http://www.carloparlanti.it/spergiuriEmail.JPG)
Fallimento delle procedure di estradizione e cauzione
- il procuratore ha occultato evidenze esoneranti tenendole nascoste a Germania ed Italia (http://www.carloparlanti.it/investigazioni.JPG)
Associazione Prigionieri del Silenzio
Si ostinano a chiamarli naziskin, neonazisti, skinhead, anche se le foto che girano da tre giorni non mostrano teste rasate o tatuate. Dicono che sono neofascisti, attivisti di gruppuscoli di estrema destra, ignorando che il procuratore Guido Papalia (quello che ha indagato Bossi, Maroni e le camicie verdi) e il successore designato Mario Giulio Schinaia hanno perso la voce a furia di ripetere che si tratta di «cani sciolti».
Li dipingono come una banda, un branco, benché si conoscano appena. Tifosi del Verona Hellas, e uno di loro allo stadio non ci ha mai messo piede. Studenti modello, mentre due lavorano e i tre che ancora frequentano le scuole sono tutti ripetenti. Figli di famiglie-bene, e invece i papà sono operai, commercianti, ferrovieri in pensione, persone normalissime. Ma che cosa quadra nelle storie sul tragico pestaggio di Verona ricostruite da giornali e televisioni?
I cinque provengono da quattro angoli lontani della provincia. Due, Guglielmo Corsi e Andrea Vesentini, vivono a Illasi, ai piedi della Lessinia, paesotto finora noto soltanto per aver dato i natali a don Luigi Verzè, il fondatore del San Raffaele, e perché annovera come cittadina onoraria Mariapia Garavaglia, ex vicesindaco di Roma. Terra dei Trabucchi, dinastia di giuristi-sindaci transitati dalla Dc al Pd: Alberto, autore di un tomo di diritto privato su cui hanno sudato generazioni di futuri avvocati, fu primo cittadino per quarant’anni; ora tocca al figlio Giuseppe, Pd: uno dei pochi sindaci veronesi di sinistra.
È da qui, la sera del 30 aprile, vigilia di un dì di festa, che partono diretti in città Guglio, il metalmeccanico, e Vese, il venditore di assicurazioni. Sono amici, vicini di casa, frequentano lo stesso bar, giocano allo stesso calciobalilla e il sabato sera s’inciuccano negli stessi bar. Puntano sul «Malta», un locale nel cuore di Verona affacciato su una piazzetta affollata di sedie, tavolini e gente «di destra». Loro di politica non sanno nulla, ma il posto è frequentato da quelli «giusti» e si sbevazza che è un piacere.
Guglio riconosce Raffa, cioè Dalle Donne. Non si frequentano, qualche volta si sono trovati in curva sud. Raffa è di San Giovanni Lupatoto, località poco fuori Verona, il paese dove si producono i tortellini Rana e il pandoro Melegatti. Lui sì che è noto alle forze dell’ordine: indagato per associazione a delinquere e istigazione all’odio razziale, perquisito (nascondeva materiale propagandistico di estrema destra), con la proibizione di entrare allo stadio. Due anni fa, in gita scolastica in Germania, si rifiutò di mettere piede in una sinagoga. È un estremista, e non fa nulla per nasconderlo.
Con Raffa ci sono Peri e Tarabuio, i due tornati con un volo low-cost da Londra dopo aver attraversato mezza Europa: e ci è toccato anche sentire un giornalista Rai spiegare la fuga «perché quella è una città dove notoriamente i terroristi di destra ricevono coperture». Tarabuio è Nicolò Veneri, vive a Quinzano, frazione collinare di Verona. Peri è Federico Perini, di Boscochiesanuova, paese di montagna di cui sono originari Massimo Moratti, la ciclista Paola Pezzo e i fratelli Valbusa, olimpionici di sci di fondo.
Il trio era stato coinvolto in incidenti allo stadio Bentegodi, Tarabuio era anche finito nell’inchiesta della Digos di Verona. Eccola qui la banda dell’odio razziale, i cacciatori di capelloni, il branco di nazi-picchiatori autore dell’«agguato»: gente che si incontra una sera per caso, che non ha voglia di studiare, che frequenta la politica come il sindaco Tosi i centri sociali, che non ha sogni per il futuro ma non sa nemmeno vivere il presente, perché il loro tempo libero lo passano a bere o fare casino. Vivono lontani tra loro, vengono da famiglie semplici, non hanno tanti soldi per le mani, non si rapano a zero.
Uno di loro era totalmente sconosciuto alla giustizia, altri avevano precedenti per teppismo da stadio, nessuno era stato associato alle recenti aggressioni avvenute nel centro storico di Verona. Non davano la «caccia al diverso», per usare uno dei comodi luoghi comuni che furoreggiano: la paura seminata per le antiche strade scaligere è stata attribuita a un generico branco di destra, ma dopo due anni la procura non ha ancora chiuso l’inchiesta facendo nomi e cognomi.
Raffa, Peri e compagni si credevano padroni del mondo, ma sono degli idioti esaltati che quella notte girovagavano ubriachi in cerca dell’ultimo bar aperto. Ma Verona non è Manhattan che non dorme mai. In un vicoletto buio, dove proietta la sua ombra un arco di pietra vecchio quanto l’Arena, incocciano nel terzetto del povero Nicola Tommasoli.
Una sigaretta negata fa scoppiare l’irreparabile, una violenza omicida assurda, gratuita, bestiale. Una brutalità senza ideologia che trova subito la più ideologica delle spiegazioni: «A furia di parlar di ronde, ecco i risultati», sintetizza Annamaria Castagnini, assessore delegato ai Rapporti con i cittadini nella giunta di sinistra di Illasi.
La politica non c’entra: lo dicono i magistrati e la questura, lo confessano gli assassini, lo riconoscono perfino i familiari e gli amici della vittima. Tutto inutile, per chi ha deciso a priori come giudicare le cose. Quel ritornello è stato ripetuto come un mantra in questi giorni drammatici. Un esorcismo facile contro un bersaglio appetitoso, la città di Ludwig, di Maso, dei sassi dal cavalcavia, e ora di Tosi, della Lega e della caccia allo straniero. Il sindaco ribatte che, secondo gli inquirenti, dal 2006 al 2007 nel centro di Verona sono avvenute 13 aggressioni: «Undici con la precedente amministrazione di centrosinistra, due durante la mia. Se fosse vero che la colpa è del clima costruito dalla politica dei sindaci, la responsabilità dovrebbe ricadere sul mio predecessore di centrosinistra». O sul sindaco di Illasi. Purtroppo il mistero del male che ha scatenato questa furia è un po’ più profondo.
Lettera aperta al Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini e per conoscenza all'Onorevole Marcello Dell'Utri

Signor Ministro,
salutiamo la Sua entrata in carica e guardiamo fiduciosi al Suo operato auspicando che venga rapidamente raccolto l'invito dell'Onorevole Dell'Utri a “revisionare i libri di storia ancora condizionati dalla retorica della Resistenza”. E' ora che s'inizi a ragionare con obiettività e con serietà e che si smetta d'insegnare ai giovani il rancore e l'odio. E' ora di ristabilire onestà e buona fede e di rimuovere il potere dei commissari politici sulle scuole e sull'educazione. Attendiamo fiduciosi che dimostri con i fatti che il Suo programma è realmente volto al popolo e alla libertà
Blocco Studentesco
E vediamo se qualcuno proporrà di festeggiare anche questo “valore condiviso”

8 maggio 1945, giorno della capitolazione germanica. Piuttosto che finire nelle mani dei sovietici migliaia di profughi tedeschi che fuggono da est si danno volontariamente la morte. A Stolp sono mille su cinquantamila quelli che scelgono il suicidio; a Lauenburg sono seicento, cento a Drossau, cinquecento a Gruenberg. A Berlino i suicidi di civili, tra cui tantissime donne violentate dall'orda, sono già stati calcolati ad oltre seimila.
Noreporter.org
Truffa sulla portabilità dei mutui. Le banche hanno incassato un illecito lucro di 6 miliardi di euro a spese di 3,2 milioni di famiglie. L'Abi ha agito indisturbata protetta da Draghi, che si è limitato a una lettera di rimprovero.

I richiami del governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, sulla portabilità dei mutui non sono che "fumo negli occhi per gli allocchi", se non saranno "accompagnati da dure sanzioni e da congrui risarcimenti dei danni a favore di 3,2 milioni di famiglie, prima rovinate dai tassi variabili imposti dalle banche, poi frodate da una scandalosa e reiterata violazione di legge". Ad Adusbef e Federconsumatori l'intervento di palazzo Koch appare ancora insufficiente e, in una nota, affermano che il governatore "non può credere di lavarsi la coscienza con una missiva, ma deve inviare immediate ispezioni tese a quantificare con un monitoraggio le illegalità ed i comportamenti truffaldini e fraudolenti che hanno arrecato gravissimo nocumento a milioni di famiglie". Adusbef e Federconsumatori inoltre, conclude il comunicato, "non si fidano affatto delle promesse da marinaio dell'Abi, che da 22 mesi assicura incentivi alla portabilità, che nessuno ha visto".
Noreporter.org
Il Segr. Reg. di Forza Nuova Bonanno Conti e il Segr. Prov. di Fiamma Tricolore Sanfilippo hanno siglato ieri l’accordo di alleanza elettorale per le prossime amministrative di Catania . I due partiti presenteranno candidati comuni a Sindaco della città di Catania e a Presidente della Provincia di Catania.
Giovedì 8 maggio alle ore 11,00, presso il “Grand Hotel Excelsior” di Catania conferenza stampa per presentare il Candidato a Sindaco della Città di Catania.
Il Segr. Reg. di Forza Nuova Bonanno Conti ha dichiarato : “ Il mio appello alle forze anti-sistema e anti-mafia per una strategia comune alle prossime elezioni amministrative ha dato il primo risultato con questa alleanza elettorale. Confido che altri Cittadini e anche “ forze e liste civiche” aderiscano al progetto e rispondano alla chiamata, le nostre liste sono aperte al contributo di tutti”.
Questa alleanza tra Fiamma Tricolore e Forza Nuova è un primo passo per unire tutte le forze non omologate che vogliono combattere il sistema dei partiti–collocamento e del clientelismo politico, la scelta politica intrapresa risulterà sicuramente vincente” ha dichiarato Salvatore Sanfilippo, Segr. Prov. Della Fiamma Tricolore.